Nyctalus noctula

Nottola comune
Nyctalus noctula (Schreber, 1774)
E’ la più grande tra le specie studiate nel presente lavoro e, tra quelle europee, viene superata soltanto dalla nottola maggiore (Nyctalus lasiopterus). Le ali lunghe e strette e il volo veloce e alto ( può raggiungere e superare anche i 100 m dal suolo) sopra le chiome degli alberi, la rendono praticamente inconfondibile; durante il volo le ali vengono battute ampiamente sin sotto il corpo. Emette suoni a bassa frequenza, in parte udibili dall’orecchio umano e piuttosto inconfondibili con quelli di altri chirotteri nostrani.
Gli ambienti di caccia maggiormente frequentati sono i margini e le radure dei boschi, i pascoli in alta quota e, nei fondovalle, le aree coltivate.
Tipicamente forestale, utilizza come rifugi le cavità e le crepe degli alberi e le tane dei picchi; abbandona i rifugi diurni piuttosto presto, al crepuscolo, e la si può osservare in volo di caccia assieme alle rondini e ai balestrucci. La nottola accetta di buon grado le cassette nido e i siti utilizzati sono facilmente identificabili per la striscia di urina alla base dell’entrata; i rifugi di questa specie si distinguono grazie al penetrante odore muschiato.
La nottola è un tipico pipistrello forestale e si è dimostrato cacciare soprattutto lungo le sponde del fiume dove sono presenti ingenti quantità di insetti. Secondo Leitl (1995), pare che questi animali preferiscano nettamente oltre che luoghi umidi, ambienti caratterizzati da conifere e spazi aperti.
I suoni emessi dalla nottola comune appaiono come stillicidi molto distinti (plip, plop, plip, plop) intervallati da colpi sordi, sempre liquidi, isolati o in brevi sequenze di intensità assai maggiore.I grafici ottenuti hanno messo in evidenza come il tipo di suono emesso, si riveli caratteristico anche solo ad una prima veloce osservazione. Si tratta infatti di lunghi “zampilli” irregolari, alternati ad altri più corti.
Il primo spettrogramma rappresenta emissioni sonore di esemplari di N.noctula registrate ai margini di boschi, dove gli stessi esemplari sono stati osservati volare al di sopra delle chiome, in modulazione di frequenza molto ristretta, intorno a 19-25 KHz e con circa 3 battute al secondo.
E’ possibile osservare come il suono risulti cadenzato e regolare, senza grandi interferenze sonore. Gli altri due spettrogrammi sono riferiti ad individui che volano a quote elevate, presentando emissioni sonore molto più numerose, con circa 8-9 battute al secondo.
Le registrazioni effettuate nei luoghi a quota elevata, caratterizzati da vasti spazi aperti, confermano quanto riportato da Schober & Grimmberger, (l.c), secondo i quali i suoni emessi in tali situazioni non sono più caratterizzati da 3 battute al secondo, come durante la caccia sopra alle chiome a quote più basse, ma aumentano sino a 8-9 battute al secondo. Alcuni suoni a frequenza avvertibile dall’orecchio umano sono stati uditi sino a distanze di circa 150 m dall’esemplare che li emetteva; si trattava probabilmente di segnali sociali, come esposto anche da Maywald & Pott, (1989). Tali richiami sociali, confermati da Bäumler, (in verbis), sono stati rilevati ad una frequenza di 17-25 kHz, e vengono rappresentati come un trillo ondulatorio, ma che a livello acustico risuona come uno “zick” con 1 emissione sonora al secondo.
Durante la caccia e se unite in gruppo, le nottole comuni sono in grado di variare ancora il numero di segnali sonori che vengono emessi in numero di 6-10 al secondo; in questo caso i suoni risultano forti e in sequenze continue e prolungate.



