pipistrello

Vespertilio mustacchio
Myotis mystacinus (Kuhl, 1817)
Specie tipicamente forestale, predilige luoghi umidi. In volo è simile agli appartenenti al genere Pipistrellus, dei quali presenta la stessa taglia e il “volo nervoso”; vola avanti e indietro ispezionando il fogliame alla ricerca di insetti con percorsi ripetuti ad intervalli regolari.
Quando caccia effettua ampie spirali sulla chioma degli alberi e il volo avviene generalmente a pochi metri dal suolo. In caccia sull’acqua effettua voli rettilinei con colpi d´ala estremamente frequenti e traiettorie vicine alla riva.
Le emissioni ultrasoniche sono apparse come deboli segnali in modulazione di frequenza 75-32 kHz, di cui è risultata ben ascoltabile la frazione a 45 kHz. Gli impulsi sono risultati brevi e a cadenza regolare con 10-13 impulsi al secondo, con pause regolari. Le pause divenivano più brevi durante i cambi di direzione dell’animale; l´impressione è stata quella di uno scoppiettio sommesso, con poche variazioni di tono e pochi accenti; sui toni più gravi gli impulsi si sono presentati maggiormente distanziati.

Vespertilio maggiore
Myotis myotis (Borkhausen, 1797)
Myotis myotis è specie esigente temperature non troppo elevate, che ama cacciare al margini dei boschi, in prossimità delle aree arbustate e all’interno degli abitati. Esce dai rifugi piuttosto tardi e il volo, rettilineo e lento, avviene solitamente ad una altezza compresa fra 6 e 8 metri dal suolo.
Gran parte delle sue prede è costituita da insetti ed altri artropodi non volatori, in particolare da Coleotteri Carabidi che caccia in corrispondenza di praterie, pascoli o radure nei boschi (Lanza & Agnelli, l.c); una volta scoperta la preda, la rincorre appoggiandosi sui polsi. Le cassette nido utilizzate da questa specie sono facilmente individuabili grazie alla vistosa macchia scura, creata dalle deiezioni rilasciate all’involo alla base del foro di uscita. Mentre le femmine per partorire si recano in luoghi caldi e spaziosi, quali chiese, sottotetti o grotte, i maschi passano l’estate in cavità di alberi solitari o all’interno delle cassette nido (Issel et al. 1977, Schober & Grimmberger l.c).
E’ stato osservato anche che Myotis myotis si trova spesso assieme a specie del genere Plecotus; infatti in numerose cassette nido è stato rinvenuto guano appartenente a questi ultimi. Fino a che punto Myotis myotis prediliga boschi di conifere per la caccia, non è ancora stato definito, ma come afferma Guettiger, (1997), esso non gradisce frequentare un sottobosco fitto, in quanto cattura le sue prede spesso stando a terra. I maschi di Myotis myotis dimostrano una spiccata territorialità, occupando i quartieri di riproduzione a partire da agosto e contendendoli con altri maschi. Il peso varia tra 28 e 40 g; la lunghezza dell’avambraccio, da 54 a 67 mm.
Le emissioni ultrasoniche sono state rilevate 28 e 62 kHz e si presentano con circa 12-20 battute al secondo.
Il picco di intensità maggiore lo si è riscontrato intorno ai 35 kHz. Il suono pare simile a uno scalpiccio sordo, quasi ovattato, in cui sono inseriti degli schiocchi distinti, secchi e relativamente forti; la cadenza dei suoni è calma e regolare con variazioni ritmiche di intensità. E’ capitato di osservare Myotis myotis cacciare su specchi lacustri insieme a M. daubentonii; ad un primo ascolto i suoni registrati sembrano indistinguibili; in realtà i suoni emessi da M.myotis risultano differenti.

Vespertilio di Natterer
Myotis nattereri (Kuhl, 1817)
Predilige zone boschive e parchi con corsi d’acqua e zone umide. Vola con rotte quasi rettilinee, a non più di 5 m dal suolo; grazie alle larghe ali caccia fra le fronde dei cespugli e degli alberi (Schober & Grimmberger, l.c) catturando le prede direttamente dalle foglie oppure sul terreno, da cui è in grado di involarsi con facilità (Lanza & Agnelli, l.c). I rifugi sono costituiti da cavità degli alberi e dalle crepe delle cortecce (Schober & Grimmberger, l.c ).
I suoni vengono emessi in modulazione di frequenza 78-35 kHz. Durante il volo di caccia è stato confermato dalle registrazioni effettuate che le frequenze variano da 69-25 kHz con battute di 11-15 suoni al secondo, come riportato da Schober & Grimmberger, l.c.
L’andamento dei suoni può essere rappresentato da una curva sinusoide; l’intensità maggiore è stata registrata a circa 50 kHz durante il volo di caccia, con addirittura 18 battute al secondo. Gli impulsi appaiono abbastanza brevi e frequenti, di debole portata e flebili. Lo spettro tonale appare con intervalli brevi e diversificato con variazioni di timbro e di intensità. Serie di impulsi nitidi si alternano o si sviluppano in sequenze in cui le parti acute si scompongono in brevi battute incalzanti, accompagnate da scoppiettii di tono più grave (Fornasari et al., l.c).

Vespertilio di Daubenton
Myotis daubentonii (Kuhl, 1817)
Myotis daubentonii lo si trova in vaste aree caratterizzate da specchi lacustri e spazi aperti. Specie originariamente forestale, predilige ambiti di bassa o media altitudine, con presenza di nuclei forestali e zone umide, queste ultime rappresentanti spesso l’ambiente di caccia.
Studi condotti hanno rivelato la sua presenza anche anche fino a quote intorno ai 1500 m s.l.m. Il comportamento tipico del Vespertilio di Daubenton, di volare rasentando la superficie dell’acqua di laghetti, stagni e pozze anche di piccole dimensioni è stato osservato in diverse occasioni e ha permesso di censire questo chirottero piuttosto agevolmente, grazie anche alla caratteristica colorazione bianca delle parti inferiori.
La dieta è costituita principalmente da insetti acquatici come Ditteri e Tricotteri (insetti adulti e pupe, raccolte sulla superficie dell’acqua); occasionalmente preda anche piccoli pesci (Lanza & Agnelli, l.c). Le prede vengono raccolte direttamente sul pelo dell’acqua sia con la bocca sia con le zampe posteriori.
E’ stato osservato in attività da circa mezz’ora dopo il tramonto sino alle prime ore del mattino; il rientro al posatoio si conclude quasi sempre con una sorta di capriola, con l’animale che si aggrappa direttamente con i piedi anzichè con i pollici (Fornasari et al., l.c). E’ una specie che molto fedele al suo ambiente.
Le emissioni ultrasoniche sono state rivelate intorno ai 28-62 KHz , con picco di intensità maggiore intorno ai 35 KHz. Il suono è risultato simile a uno scalpiccio sordo, quasi ovattato in cui sembrano inseriti degli schiocchi distinti, secchi e relativamente forti.Lo spettrogramma è caratterizzato da una sorta di “linee dentate” poste a distanze regolari tra loro; presenta circa 12-20 battute al secondo, raggiungendo talvolta anche 28 battute/sec.

Vespertilio di Bechstein
Myotis bechsteini (Leisler in Kuhl, 1818)
Caratterizzato da un volo farfallante e molto agile in spazi ristretti, ama cacciare nei pressi di alberi isolati. Vola ad una altezza compresa tra i 1 e 5 metri, compiendo larghi giri intorno al medesimo albero per parecchie volte.
In volo non emette alcun suono udibile e al Bat-detector è riconoscibile per uno scoppiettio più morbido e acuto rispetto a quelli emessi dagli altri Myotis. L’andamento del suono si presenta fluttuante, ma sempre in ambito acuto.
Assieme ad una accelerazione e una successiva decelerazione del suono emesso, in alcune serie si può riconoscere un “avvallamento” tonale nella seconda metà della sequenza (Fornasari, Violani, Zava, 1997); infatti gli impulsi più distanziati presentano modulazione di frequenza più ristretta di 60-32 kHz, contro gli 80-30 KHz rilevati in presenza di impulsi meno distanziati.

Seròtino comune
Eptesicus serotinus (Schreber, 1774)
Questa grossa specie si trova soprattutto in luoghi abitati e al margine dei boschi. Il volo, lungo tragitti ben definiti e costanti, è apparso piuttosto “pesante” in confronto a quello di altre specie della medesima taglia (nottola, vespertilio maggiore), caratterizzato comunque da manovre agili e veloci svolte.Le ali, ampie e arrotondate, durante il battito raramente arrivano fin sotto il corpo. Il serotino comune è fortemente legato al proprio territorio di caccia che viene pattugliato ad un’altezza di volo variabile tra 5 e 10 m dal suolo.
Si nutre di coleotteri e lepidotteri anche di grandi dimensioni ed è in grado di catturare anche Artropodi non volatori come i Coleotteri Carabidi e Tenebrionidi, o ragni che raccoglie rasentando il suolo o scendendo addirittura a terra (Lanza & Agnelli, 1959). E’ considerata una specie tipicamente antropofila, comune nei centri abitati; abbandona il rifugio giornaliero soltanto a crepuscolo avanzato.
Le emissioni ultrasoniche registrate con il Bat-detector sono in modulazione di frequenza tra 25 e 52 kHz, con una parte finale prolungata e costante sulla più bassa.La migliore frequenza di ascolto si aggira intorno ai 25-27 kHz, come confermato anche da Fornasari et al., (1998). Le emissioni avvengono con cadenza di circa 6-7 battute al secondo (Schober & Grimmberger, 1998); il suono decodificato dal detector ricorda un sordo, marcato battere di mani, costituito da brevi sequenze di colpi con pause prolungate dopo un colpo nettamente più forte.

Pipistrello nano
Pipistrellus pipistrellus (Schreber, 1774)
Presenta un volo veloce, ricco di repentini cambi di direzione, normalmente a 2-4 m dal suolo, raggiungendo a volte i 10 m. In attività di caccia emettono particolari suoni molto acuti, perfettamente udibili, peraltro tipici di questa specie (Bäumler, in verbis). E’ stato osservato in gruppi numerosi in attività di caccia lungo viali illuminati dai lampioni.
Gli ultrasuoni emessi durante la caccia risultano al Bat-Detector come suoni veloci e ripetuti, schioccanti o simili a gocce d’acqua, che se ascoltati alla giusta frequenza, sembrano a volte simili ad un applauso.
I suoni sembrano più liquidi che nelle altre specie dello stesso genere “…come goccioline o schiocchi eseguiti con la lingua sulla punta del palato anziché sulla volta dello stesso….”(Siemers-Nill, 2000) e hanno la tendenza a diventare più acuti verso la fine del treno di emissioni. All’interno di un singolo treno di impulsi, i brevi intervalli tra impulsi successivi sembrano piuttosto regolari; dalle registrazioni ottenute è risultato che i segnali del pipistrello nano sono composti da circa 20 suoni al secondo, in particolar modo se emessi da diversi esemplari in atteggiamento di caccia il suono emesso risulta “nervoso” e veloce.
Le emissioni sono in modulazione di frequenza con una breve coda a frequenza costante che condiziona la migliore frequenza d’ascolto; tra l’altro il pipistrello nano è in grado di variare la frequenza di emissione in relazione alla presenza di altre specie. Le due frequenze corrispondenti all’intensità massima del segnale si collocano negli intervalli tra 55 e 62 kHz e tra 45 e 50 kHz.
Può utilizzare segnali unicamente in modulazione di frequenza, che risuonano come secchi schiocchi, oppure, cacciando in zone aperte, utilizzare segnali in frequenza continua. Le emissioni sono in modulazione di frequenza con una breve coda a frequenza costante che condiziona la migliore frequenza d’ascolto; tra l’altro il pipistrello nano è in grado di variare la frequenza di emissione in relazione alla presenza di altre specie.
Le due frequenze corrispondenti all’intensità massima del segnale si collocano negli intervalli tra 55 e 62 kHz e tra 45 e 50 kHz. Con il bat-detector su frequenza 18-25 kHz è stato possibile udire, e registrare, un segnale sociale di territorialità, che si presenta formato da una serie di forti schiocchi ripetuti regolarmente e con lunghi intervalli fra uno e l’altro.

Pipistrello di Nathusius
Pipistrellus nathusii (Keyserling e Blasius, 1839)
Specie tipicamente forestale, predilige boschi umidi e di latifoglie a quote basse. Abbandona il rifugio praticamente a buio fatto, e presenta un volo rapido e rettilineo, a non più di 10 m dal suolo con battute d’ala molto profonde. Compie passaggi a intervalli regolari lungo sentieri di volo ripetuti più volte.

Orecchione comune
Plecotus auritus (Linneus, 1758)
L’orecchione comune è una specie forestale tipica di boschi sia di latifoglie che di conifere. Particolarmente agile nel volare in ambienti ristretti, cattura le prede ricercandole tra le fronde degli alberi o lungo pareti verticali; in varie occasioni si sono osservati esemplari in volo radente lungo le pareti di baite ed altre costruzioni alla ricerca di opilionidi, lepidotteri ed altri artropodi. E’ in grado di librarsi nell’aria con il caratteristico volo definito “spirito santo”.
Le prede più piccole vengono mangiate in volo, quelle di dimensioni maggiori vengono invece trasportate e divorate con calma in un rifugio, facilmente individuabile grazie alla presenza di elitre, ali ed altri organi rifiutati e lasciati cadere al suolo.In volo è facilmente riconoscibile per il caratteristico volo sfarfallato e lento, oltre che per la forma allargata delle ali e per le orecchie enormi ben visibili. Nelle cassette nido le femmine sono sempre risultate più numerose dei maschi. Gli stessi Schober & Grimmberger, (199 8) affermano che i maschi di Plecotus durante l’estate vivono isolati dalle femmine.
Si è notato che i Plecotus hanno la capacità di svegliarsi molto rapidamente dal loro torpore, al punto da rendere difficoltosa la loro cattura una volta aperta la cassetta nido. All’inizio della primavera tendono a ritornare nei luoghi dove sono nati (Schober & Grimmberger, l.c).I maschi pesano tra 4.6 e 11.3 g (Schober & Grimmberger, l.c).
I segnali emessi dai pipistrelli orecchioni sono piuttosto deboli e possono essere captati dal Bat-detector solamente se l’individuo vola a meno di 3 m dal rilevatore; per tale motivo si sono ottenute poche registrazioni. I suoni che è stato possibile percepire e registrare sono risultati simili ad un crepitio molto fine.Le sequenze sono risultate deboli e simili a scariche, in cui il treno di impulsi sembra avere un andamento regolare, con una leggera intensificazione di norma verso la fine. Le singole sequenze hanno presentato una durata breve, con circa 4 impulsi al secondo, che al Bat-detector sono risultati come “schiaffi” di tono appena variabile.
Le emissioni variano in base al comportamento di caccia e al tipo di volo utilizzato: quando l’orecchione vola in zone aperte, ad esempio, usa segnali a volume alto e frequenza bassa intorno ai 15 kHz, tanto da poterli udire anche senza strumento.

Orecchione alpino
Plecotus alpinus (Kiefer & Veith, 2002 n.s.)
I pipistrelli del genere Plecotus sono stati recentemente oggetto di accurate indagini sistematiche (Spitzenberger et al. 2001, 2002; Kiefer & Veith, 2001). Sino a pochi anni fa si ritenevano presenti sulle Alpi due sole specie: P.auritus e P.austriacus con diverse sottospecie, tra cui P.austriacus kolombatovici descritto da Dulic’ (in: Spitzenberger et al., 2001) su materiale della Dalmazia.
In seguito ad una revisione di materiali austriaci su base molecolare, Spitzenberger et al., (2001) conclusero però che quest’ultima entità deve essere considerata specie autonoma, addirittura più vicina geneticamente a P.auritus che a P.austriacus, al quale peraltro essa è morfologicamente molto affine.Inoltre più recentemente questi autori (Spitzenberger et al. 2002) hanno descritto un’ulteriore nuova specie, Plecotus microdontus n.sp., che presenta una distribuzione alpina dalle Alpi Marittime alle Carinziane.P.microdontus si collocherebbe assai vicino a P.auritus, su base sia molecolare sia morfologica; il gruppo P.auritus/microdontus è ben riconoscibile per l’unghia del pollice lunga e arcuata e per la presenza di vibrisse podaliche ben visibili. Le due specie sono tra loro distinguibili per la presenza in P.microdontus di un vistoso callo mentale di forma triangolare. Differenze piuttosto marcate esistono anche a livello dentale.
Quasi contemporaneamente Kiefer & Veith (2001), lavorando solo su base molecolare, giunsero ad analoga conclusione chiamando questa nuova specie Plecotus alpinus; attualmente quindi P. microdontus è sinonimo di P. alpinus. La biologia di questa specie è ancora poco studiata; sembra comunque che rispetto al congenere auritus preferisca habitat più aperti e a quote inferiori.














