Approccio molecolare all'identificazione dei chirotteri

Tesi del Dott. Panzeri Mattia

Sotto troverete il riassunto della ricerca. 

 

I Chirotteri, comunemente conosciuti come pipistrelli, sono un ordine di mammiferi caratterizzato da un’elevata diversità interspecifica: sono note infatti oltre 1100 specie a distribuzione panmittica.

 

All’interno dell’ordine si riscontrano numerose specie criptiche, indistinguibili su base morfologica, ma che presentano a livello molecolare differenze tali da poterle ricondurre a specie distinte. In Italia, lo stato attuale delle conoscenze a livello bioecologico e comportamentale risulta essere ancora carente, rendendo pertanto problematico l’inquadramento tassonomico di questo gruppo.

 

Occorre inoltre evidenziare come nell’ambito dei mammiferi terrestri italiani, i Chirotteri rappresentino circa la metà delle specie inserite nella Lista Rossa I.U.C.N.(International Union for Conservation of Nature) che comprende gli organismi attualmente minacciati d’estinzione o prossimi a divenire tali. In questo contesto lo sforzo di ricerca e di conservazione si rende particolarmente urgente e prioritario. In quest’ottica lo sviluppo di nuove metodologie che siano in grado di conciliare le esigenze tassonomiche classiche con evidenze molecolari risulta di fondamentale importanza.

 

Un modello di recente sviluppo che risponde a pieno a queste prerogative è il DNA barcoding. Tale metodica è stata applicata con successo nell’ambito di studi mirati su diverse specie neotropicali di Chirotteri.

 

La presente ricerca ha previsto l’applicazione del DNA barcoding su Chirotteri provenienti dall’Italia settentrionale; a tal fine sono stati analizzati 27 campioni raccolti nel 2007 appartenenti a 16 specie identificate, quando possibile, su base fenotipica. A partire da un frammento di patagio è stata amplificata e sequenziata una porzione di 750 bp del gene mitocondriale coxI.

 

Le sequenze ottenute sono state allineate tra loro e con sequenze provenienti dalle banche dati on-line; sulla base degli allineamenti prodotti sono stai costruiti degli alberi fenetici.

 

La metodica utilizzata si è rilevata particolarmente efficace per la discriminazione delle specie italiane; inoltre, dalle analisi bioinformatiche condotte emerge un significativo tasso di variabilità intraspecifica all’interno di specie appartenenti ai generi Myotis e Plecotus.

 

Tali considerazioni riflettono la necessità di estendere le ricerche a tutte le specie di chirotteri italiani, incrementando inoltre lo sforzo di campionamento per chiarire nel dettaglio le relazioni esistenti tra popolazioni appartenenti ad aree geografiche distinte.