Cassette nido
da “I chirotteri del Parco - Biologia, ecologia e distribuzione”
(P.Paolucci, M.Martini)
Pochi, piccoli accorgimenti possono servire a proteggere e a far aumentare i contingenti di pipistrelli che hanno scelto di vivere presso le nostre abitazioni.
Precise istruzioni riguardo a periodi e modalità di intervento strutturale o di restauro degli edifici sono state recentemente fornite del Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri e sono disponibili nel sito di tale associazione.
A parte comunque gli interventi agli edifici, non sempre possibili e non solo per motivi economici, è facile creare piccoli rifugi accettati dai chirotteri con semplici operazioni alla portata di tutti.
Una buona soluzione consiste nel collocare delle cassette nido in legno o in cemento e segatura (migliori quanto a durata e potere di coibentazione, ma anche più costose), del tipo specifico per pipistrelli (bat box), da collocare in giardino, appese al tronco degli alberi, o alle pareti delle rimesse o delle abitazioni stesse.
In alcuni casi l’occupazione avviene in tempi rapidi, in altri occorre attendere un periodo più lungo; ciò dipende in parte dal modo in cui è stata sistemata la cassetta ma anche dalla disponibilità di altri, più sicuri rifugi presenti nei dintorni.
E’ importante comunque seguire le seguenti indicazioni nella collocazione di tali rifugi e nella loro gestione:
1. è preferibile usare il tipo per chirotteri benché a volte possano venire occupate quelli per uccelli;
2. appenderli al tronco degli alberi, ad una altezza di almeno 3-4 m, sul lato soleggiato (se possibile più di uno per albero, a diverse altezze ed esposizioni );
3. evitare per quanto possibile ogni disturbo, soprattutto durante la buona stagione e nel caso, ovviamente, che la bat box sia occupata da esemplari svernanti; è possibile infatti che questi rifugi vengano utilizzati non solo come rifugi temporanei ma anche come luoghi di riproduzione. Solamente in autunno potranno essere controllate ed eventualmente ripulite dal guano che si è depositato sul fondo.
Le specie che utilizzano tali rifugi sono diverse così come diverso è il loro modo di sfruttarli.
La Nottola comune e quella di Leisler le occupano in ogni periodo dell’anno: in estate come sito riproduttivo, in autunno come punto di sosta durante le migrazioni oppure come rifugio temporaneo per i maschi e i loro harem di femmine durante la stagione degli accoppiamenti, d’inverno, occasionalmente, anche come ibernacoli.
Il Vespertilio di Natterer, quello di Bechstein e gli Orecchioni possono risiedervi per brevi periodi in primavera e in estate, ma sono noti casi in cui le cassette nido furono utilizzate per allevare i piccoli.
Anche i piccoli Pipistrellus (Pipistrello albolimbato, quello nano e, soprattutto, quello di Nathusius ) sono ospiti frequenti di questi rifugi.
Alcuni dei tipi più comuni di cassette nido per pipistrelli.
Dall’alto e in senso orario: modello realizzato con un tronchetto di legno (si possono utilizzare egregiamente vecchi nidi di picchio rosso); bat box costruita con tavole di abete stagionato e non trattato con prodotti impregnanti; modello olandese in legno; due modelli in cemento e segatura: sono molto più costose delle bat box costruite in legno, ma resistono meglio alle intemperie e offrono una maggiore coibentazione; inoltre sono inattaccabili dai picchi e da predatori come martora e faina che, a morsi e unghiate, possono in poco tempo distruggere le cassette nido di legno.
Link sulle cassette nido:
