La Grotta degli Orecchioni

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Qui di seguito vi riporto un articolo scritto da uno speleologo di Erba(Emanuele Citterio), appassionato di chirotteri...leggete un pò :)

 

.....Dai rilievi effettuati negli ultimi anni risultava che all'interno del complesso del Buco del Piombo (CO) vi fossero almeno due varietà di chirotteri: il Myotis capaccini e Myotis daubentonii. E' stato anche recentemente segnalato un esemplare di Rhinolophus ferrumequinum noto pipistrello 'solitario'.

 

Dopo un periodo di tregua nel maggio del 2008 le esplorazioni nella zona dell'Alpe Turati riprendono frenetiche.

L'instancabile Carlo precede l'equipe che il mercoledì sera si riunisce per revisionare la zona e nel contempo grigliare accuratamente carni e verdure al crepitante fuoco nel  braciere storico dell' androne del Buco del Piombo.

 

 

Durante l'impegnativa risalita di un lungo camino situato sulla destra (idro) dell'ingresso, vengono scattate alcune foto ad un gruppo di pipistrelli sorpresi nella parte sommitale della cavità.
Nonostante la scarsa qualità delle immagini, balzano all'occhio dei particolari interessanti: i volatili immortalati sembrano dei  Plecotus Sp., conosciuti come "Orecchioni", una specie di pipistrello tipico di 'foresta' ma non di grotta.

 

Nei giorni successivi contatto Miriell Martini, laureata in Scienze Forestali ed ambientali, di Bolzano specializzata sullo studio della chirotterofauna. E' cosi che nasce una sorta di collaborazione ed amicizia via e-mail. Per questo comincio ad approfondire le mie conoscenze nel campo.

Armato di macchina fotografica decido di risalire a mia volta il camino. Noto subito la presenza di numerosi boli alimentari costituiti da ali di farfalle e falene, chiara testimonianza dell'alimentazione tipica dei Plecotus. Diversi metri più in alto all'improvviso mi trovo circondato da ombre leggere e veloci che scompaiono nell'oscurità. Naturalmente l'emozione cresce in maniera esponenziale. Gli 'Orecchioni' al contrario delle altre specie di pipistrelli sono estremamente sensibili anche du rante il sonno, destati dalla mia presenza volano curiosi ed allarmati. Vittima dell'adrenalina salgo verso l'apice del cunicolo e appeso come un salame in stagionatura a 50 metri d'altezza, comincio a scattare foto. Con grande stupore noto che i chirotteri sembrano attratti dal "bip-bip" della messa a fuoco digitale. Risultato finale: tanti primi piani 'al volo'.
Durante la sessione fotografica, nessun esemplare si e' mai posato se non che in zone ben distanti da me.

 

La colonia e' costituita da almeno una quindicina di esemplari, ma si sospetta fortemente la loro presenza anche nelle altre cavità della p arete, tutt' ora inesplorate.

Un buon segno di salute per la chirotterofauna della Val Bova, che può annoverare una presenza in più.

Le esplorazioni sicuramente proseguiranno, con la speranza di poter archiviare nuovi lieti eventi per il mondo ipogeo ed i progetti futuri ci portano a pensare di ampliare ancora di più le nostre conoscenze sul sottosuolo comasco.

 

Nel Mondo si trovano in natura circa 1000 sppecie diverse di chirotteri, di cui circa 150 specie di grossa taglia e 850 di piccola taglia.

 

Dei chirotteri si possono distinguere due sott’ordini: i Megachirotteri a cui appartiene una sola famiglia (pteropodi) e i Microchirotteri a cui invece appartengono 17 famiglie. Di queste ultime, 3 sono esistenti anche in Italia (rinolofidi,vespertilionidi e molossidi) con ben circa 30 specie classificate. Tre di queste sono rappresentate dai Plecotus sp.(aritus, austriacus e sardus).

Si tratta di una specie asiatico-europea diffusa in tutti i Paesi europei, ad Est fino al Giappone e a Sud fino alle regioni himalayane. In Italia, segnalato nelle regioni settentrionali, centrali e Sardegna.
Chirotteri sedentari, non migratori con spostamenti massimi rilevati non oltre i 60 Km. Nel nostro Paese sono presenti dal livello del mare fino ai 2000 metri. Generalmente animali forestali, si possono incontrare in piccole colonie (da 5 a 50 unità) anche negli incavi arborei, ma anche all’interno di edifici o interstizi.

 

Altamente specializzati nella caccia di Lepidotteri o grossi Ditteri, che vengono catturati in voli in grandi spazi aperti oppure con una tecnica tipica appunto di questi chirotteri, di volo radente su superfici strapiombanti (come possono essere le pareti del Buco del Piombo…).

La fecondazione avviene alla fine dell’estate mentre in giugno-luglio vengono alla luce generalmente 1 - 2 piccoli (rari i parti gemellari).

 

Animali longevi che possono raggiungere i 30 anni di vita, ma a volte sono vittime degli Strigiformi.

 

Emanuele Citterio

 

Nelle foto esemplari di Plecotus Sp.

Foto di E. Citterio