Pipistrelli ed altri animali in coda al pronto soccorso
Emergenza estiva per animali abbandonati e infortunati al centro Lipu accanto al Bioparco Pipistrelli, volpi, scoiattoli "in coda" al pronto soccorso Silvio ha sei pipistrelli, a casa.
Li ha portati con se' , per qualche notte, perche' nel "centro di recupero fauna selvatica" della Lipu, accanto al Bioparco, e' periodo d' alta stagione, in quanto ad arrivi, e gli ospiti non mancano.
Migliaia di animali infortunati, travolti dalle auto. E poi passerotti caduti dai nidi, ma non solo. Perche' in questo pronto soccorso i romani portano cio' che trovano: "Molti pipistrelli, una quarantina tra giugno e luglio - spiega uno dei volontari, Silvio - sia cuccioli sia adulti".
E poi serpenti, volpi, scoiattoli, faine, falchi, aquile. Una pattuglia della polizia, giorni fa, si e' presentata con una tartaruga "Trionix", una specie che ha un soprannome horror: l' azzannatrice.
"E' pericolosissima - spiegano i volontari - con un morso puo' staccare il piede di un uomo. Ha il collo di un serpente e mangia tutto, anche le papere del lago". Emergenze e storie cosi' , ogni giorno, che a conoscerle tutte potrebbero diventare una serie tv: "Er, veterinari in prima linea".
Basta passare qualche ora qui, per capire: i volontari non si fermano mai, prendono gli animali infortunati, li esaminano, se occorre li portano in sala operatoria.
Una continua emergenza. "Arrivano anche vipere - racconta Francesca, della Lipu - ma sono protette e dobbiamo riportarle dove sono state trovate. Prendiamo tutte le specie, tranne quelle esotiche. Le tartarughe acquatiche, ad esempio, il cui commercio adesso e' vietato: tutti le lasciano nei laghetti di Villa Borghese, ma sono devastanti, hanno mangiato tutti i pesci.
E c' e' anche chi ci ricatta, dice: o prendete questo animale o lo uccido". Gli animali che sono ospitati nel centro (tra gli sponsor l' Enel e il Comune) restano fino alla completa riabilitazione. "Per gli uccelli che arrivano prima di aver imparato a volare usiamo un sistema particolare". Per spiegarlo, i volontari scelgono parole tenere come un battito d' ali: "Riabilitazione dolce". Cioe' voliere che restano sempre aperte: "All' inizio tornano, gli uccelli, ma quando imparano a cacciare non tornano piu' ".
Loro, invece, i volontari, tornano sempre. E anche chi in questo centro lavora. Ma non per soldi: "Poco piu' di un milione al mese, sette giorni su sette, compreso Ferragosto".
Capponi Alessandro
Pagina 45
(2 agosto 2001) - Corriere della Sera
